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Condizioni e obbiettivi per un buon programma
Con Emma ci impegniamo a:
- creare condizioni per un aumento del reddito netto delle famiglie e dei cittadini;
- far sì che lo sviluppo non peggiori gli squilibri sociali;
- migliorare la qualità della vita, per un benessere “oltre il Pil”.
Lo sviluppo di oggi non deve danneggiare le nuove generazioni: quindi, una crescita sostenibile, che non distrugga il capitale economico, ambientale, umano, sociale del territorio.
E' però una scommessa difficile. Infatti siamo in presenza di:
- un contesto globale competitivo, rapido nei mutamenti, che mette a dura prova la tenuta della struttura produttiva laziale e al tempo stesso accentua le tensioni sociali attraverso l’inevitabile flusso migratorio;
- sfide indilazionabili come il deterioramento delle condizioni climatiche, che costringe a progettare un diverso modello di consumi e di produzione;
- un’Europa ben lontana dal federalismo dei padri fondatori, priva di una strategia complessiva e di una visione comune; che tuttavia mette a disposizione risorse ancora importanti che vanno ai più efficienti nel coglierle;
- un Paese in cui il declino economico si accompagna al degrado delle sue istituzioni, della sua cultura, del suo patrimonio di valori;
- un governo nazionale che tende a nascondere anziché affrontare queste realtà;
- una realtà dominante all’interno della Regione, cioè la città di Roma, con cui il rapporto è da sempre complesso e difficile, e oggi non agevolato dall’amministrazione comunale di centrodestra che tende a sfuggire a tentativi di sinergia e coordinamento privilegiando soluzioni pasticciate ma autonome;
- un’estrema povertà delle risorse regionali, fortemente condizionate dal debito sanitario pregresso, che obbliga a un rigoroso realismo nella scelta degli impegni da assumere;
- i limiti della stessa macchina regionale che, nonostante gli sforzi della precedente amministrazione, risente dei difetti di tutte le strutture pubbliche italiane: lentezza nelle decisioni, scarsa trasparenza di fronte ai cittadini, dispersione degli interventi.
Abbiamo cominciato elencando le difficoltà per mettere in guardia i cittadini contro le facili illusioni. La nostra sfida può essere vinta soltanto a queste condizioni:
scegliere obiettivi prioritari sui quali puntare le risorse, evitando finanziamenti a pioggia;
concentrare l’azione dell’intero governo regionale su questi obiettivi, in modo coordinato e con strutture specifiche dedicate a questo compito;
dare attenzione ed evidenza alle risorse umane, ambientali, artistiche, culturali di tutto il territorio;
creare le condizioni favorevoli per le attività economiche già operanti e per lo sviluppo delle capacità imprenditoriali, soprattutto dei giovani;
recuperare le capacità lavorative disperse e “bruciate” dalla crisi, attraverso formazione, reimpiego, solidarietà;
stimolare sinergie e collaborazioni tra l’istituto regionale e i cittadini e tra i cittadini attraverso tutti gli strumenti, informatici e non, che aiutano a “fare rete”.
promuovere quindi rapporti che offrano trasparenza e al tempo stesso garantiscano rigore per la sicurezza di tutti, il rispetto delle leggi, la lotta all’abusivismo in tutte le sue forme.
Un ambiente migliore, un’energia pulita
Energia e ambiente saranno la sfida centrale di questo decennio, verso gli obiettivi europei al 2020 di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, risparmio energetico e aumento delle energie rinnovabili.
Si tratta di una sfida che offre anche grandi opportunità: di ricerca, sviluppo di nuove attività industriali e servizi, edilizia di riconversione. In Francia e in Germania l’economia verde sta diventando una grande occasione per rinnovare il sistema produttivo. L’Italia manca di un piano adeguato, preferisce svolgere il ruolo di frenatore e puntare tutto su un improbabile rilancio del nucleare. Il Lazio deve invece accelerare su risparmio energetico ed energie alternative approfittando anche della ricchezza dei suoi centri di ricerca scientifica e tecnologica e del lavoro già svolto. L’energia pulita, insieme all’ambiente, deve essere un impegno prioritario della prossima Giunta.
Rimettere in circolo i talenti a cominciare da quelli delle donne e dei giovani
Nel Lazio il tasso di occupazione femminile è al disotto della già poco esaltante media italiana (46.6% contro il 48% nazionale). Ma è proprio sulla quantità e la qualità del lavoro, sulla conoscenza, sul tasso di occupazione femminili che si gioca la sfida della crescita e dello sviluppo sociale ed economico, sia a livello nazionale che a livello regionale.
Non c’è politica per le famiglie che non passi per le politiche a favore delle donne e per la loro liberazione. Non c’è politica contro la povertà delle famiglie e contro la povertà infantile, che non passi dal rendere nuclei familiari, qualsiasi essi siano e comunque siano composti o organizzati, da monoreddito a percettori di più redditi. . “Più donne occupate” significa investire nel settore dei servizi alla persona, attività economicamente rilevanti e che produrrebbero occasioni occupazionali per tutti e un consequenziale aumento della ricchezza prodotta. Più donne nel mercato del lavoro è sinonimo anche di merito: le donne sono attualmente le più qualificate, eppure discriminate nel mercato del lavoro. Nel Lazio le donne con titolo di studio di laurea breve, laurea e dottorato sono 379 mila, contro i 338 mila uomini. Il numero di occupati/e laureati/e è quasi equivalente. Tuttavia la quantità di donne inattive o in cerca di lavoro laureate è praticamente doppia rispetto a quella degli uomini.
Le donne attualmente inattive in età lavorativa immediatamente disponibili a lavorare se ne avessero l’occasione sono tra le 150 mila e le 200 mila. Perché dovrebbero rinunciare? Perché dovremmo rinunciarci noi?
Noi vogliamo liberare le donne dall’essere le tappabuchi di un welfare che non c’è. Per questo vogliamo più asili nido, più servizi di cura e assistenza per le famiglie, vogliamo spostare risorse dal collo di bottiglia della sanità, dove si scaricano malamente i costi di politiche assistenziali inesistenti, alle politiche socio assistenziali, rendendo più funzionali, capillari ed efficienti i servizi sanitari territoriali; vorremmo prevedere voucher per anziani o famiglie da spendere per pagare regolarmente le badanti. Vogliamo premiare la creatività delle donne proseguendo con politiche di aiuto e incentivo all’imprenditoria femminile.
Per rilanciare il Lazio serve tutta l’intelligenza, la tenacia, l’energia, il talento dei giovani
Il Lazio ospita circa 15 università, 4 centri di eccellenza, 48 tra enti e istituti di ricerca, 6 parchi scientifici e tecnologici ed esprime il 23% della ricerca attualmente svolta in Italia. Il Lazio conta ogni anno un numero notevole di laureati, circa il 13% del totale nazionale e ha un elevato tasso di scolarizzazione (83% Lazio, obiettivo europeo 85%).
I recenti tagli al comparto università e ricerca hanno causato nella Regione Lazio circa 3.800 disoccupati.
E’ indispensabile utilizzare questa energia sperperata o inespressa, prevedendo più borse di studio, prestiti d’onore, contributi alla residenzialità, nonché contributi per la mobilità internazionale.
Occorre incrementare, con l’utilizzo dei fondi europei, la funzione delle Università come poli di collaborazione tra ricercatori e imprese per l’innovazione.
Una Regione solidale
Che siano donne, giovani, anziani, immigrati, ognuno è una risorsa e non un costo. Ognuno è un investimento per il futuro della Regione e del nostro Paese. Dobbiamo avere grande cura delle persone, senza cadere in logiche assistenziali, anzi limitandole.
Favorire sviluppo e pensare al sociale oggi significa incrementare politiche attive del lavoro, la formazione e la riqualificazione degli inattivi o disoccupati, garantire legalità, sicurezza sul lavoro con controlli più frequenti a tappeto, per chi spesso viene sfruttato.
Ridurre la povertà, che nella Regione coinvolge oltre 540 mila persone, deve essere un impegno prioritario anche se non esclusivo della Regione. Il reddito minimo garantito non può farsi carico di competenze e di carenze proprie dello Stato in tema di ammortizzatori sociali, ma rivolgersi solo alle persone più povere e con una condizione economica familiare particolarmente disagiata, accompagnando questa misura con politiche attive per il lavoro.
Una Regione per il rispetto delle diversità
La Regione sosterrà politiche antidiscriminatorie, in particolare di lotta all’omofobia e alla transfobia e a qualsiasi forma di razzismo, favorendo iniziative di educazione civica e sessuale e un’attività di sensibilizzazione nelle scuole medie inferiori e superiori in materia di prevenzione del bullismo. Maggiore attenzione sarà data alle attività specifiche di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Occorre altresì riconsiderare i soggetti destinatari degli interventi di sostegno economico e socio.sanitario previsti dalla programmazione regionale, facendo riferimento alla famiglia anagrafica così come è individuata e descritta nella legge del 1989 e accrescere l’opera di prevenzione delle discriminazioni nel mondo del lavoro.
Un’economia in rete
Banda larga come servizio universale e diritto dei cittadini
Il servizio universale nelle telecomunicazioni, oggi limitato alla telefonia, va esteso anche all’accesso ad una banda larga in linea coi tempi. Oggi il 20% della popolazione non ha questo servizio e oltre il 50% fruisce comunque una banda larga insufficiente (ovvero inferiore a 2 Mbit).
L'obiettivo, essenziale per il tessuto produttivo delle PMI, è di raggiungere le aree non servite e di migliorare il servizio a quelle servite rafforzando ed ampliando le infrastrutture di telecomunicazioni mobili e le infrastrutture di rete fissa in fibra ottica.
Questo obiettivo dovrebbe essere realizzato in un contesto concorrenziale tramite investimenti sostenuti da convenzioni con la Regione e portati avanti anche da piccoli e medi operatori locali
L’impegno è che a nessun cittadino del Lazio sia negata una connessione a banda larga.
La Regione si impegna a infrastrutturare aree di accesso senza fili gratuito a internet con tecnologia Wi-Fi.
Si valorizzeranno e si integreranno soluzioni già esistenti evitando duplicazioni e riutilizzando esperienze e servizi già operativi come quelle della Provincia di Roma.
Edifici digitali cablati con rottamazione delle antenne
I cittadini residenti in condomini sia piccoli che grandi possono avere un significativo vantaggio se i loro immobili vengono cablati, oltre che per la larga banda, per realizzare impianti di antenna centralizzata digitale terrestre e satellitare, eliminando così le brutture largamente diffuse delle "antenne selvagge" attraverso un programma di rottamazione delle antenne.
Lo sportello telematico e il registro telematico per le imprese
Lo sportello telematico e il registro telematico devono consentire un facile e aggiornato accesso all’elenco degli adempimenti amministrativi previsti dalle Pubbliche Amministrazioni per l’avvio e l’esercizio delle attività d’impresa.
Uno stretto rapporto con l’Europa
Cooperazione rafforzata tra le Regioni
L’Europa funziona anche grazie alla cooperazione rafforzata tra alcuni Stati più decisi a proseguire sulla via dell’integrazione: lo dimostra l’esperienza dell’euro. Questa tipologia di cooperazione vale anche per la gestione del territorio. Il dialogo con la Commissione europea, fondamentale nelle strategie della Regione, deve anche avvalersi di progetti interregionali capaci di rendere più forti e credibili le istituzioni: il turismo, per esempio, può essere un campo importante di sperimentazione per una cooperazione rafforzata tra le regioni dell’Italia Centrale, in stretta interazione con Bruxelles.
Osservatorio sulle buone pratiche europee
La Regione Lazio può essere un grande osservatorio e catalizzatore di progetti di sviluppo ed eccellenza e di servizi commisurati alle migliori pratiche europee. Vorremmo in tal senso realizzare un osservatorio per monitorare attentamente la sperimentazione, l’efficacia e l’efficienza di nuove buone pratiche sui servizi (ad esempio l’utilizzo di voucher per servizi di cura e assistenza, tagesmutter (asili a domicilio), o tarare gli importantissimi sistemi di monitoraggio dei livelli essenziali delle prestazioni nella amministrazione regionale, dalle prestazioni sanitarie a quelle dei centri per l’impiego).
Fondi europei: non perderli per inefficienza, usarli davvero e meglio
Europa nel Lazio significa anche potenzialità e risorse inutilizzate: siamo gravemente in ritardo nella presentazione e valutazione di progetti finanziabili con i necessari e anche generosi fondi europei. Bisogna subito creare un supporto operativo di esperti che aiutino enti e comparti produttivi a presentare progetti su specifici settori e proposte realmente innovative. Ad esempio,sono senz’altro da favorire le università che dovessero creare poli di ricerca e innovazione da mettere al servizio di partnership o associazioni temporanee di imprese (piccole e medie).
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