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Milano Radicalmente nuova

Milano Radicalmente nuova

Emma nemica dei cattolici?

 

Aprendo i lavori del consiglio permanente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco ha precisato che per il prossimo appuntamento con le urne vale una "piattaforma" di "valori non negoziabili": "la dignità della persona umana" e "l'indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte naturale", "la libertà religiosa e la libertà educativa e scolastica", "la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna".
Ma se tra i “principi non negoziabili” enumerati dal presidente della Cei Bagnasco c’è anche l’accoglienza verso gli immigrati finalizzata alla loro integrazione, diritto al lavoro e alla casa, libertà di impresa finalizzata al bene comune e rispetto del creato, basta ripercorrere alcune delle battaglie di Emma Bonino per accorgersi che è più vicina ai valori cristiani di quanto si voglia far credere.

 

Il mondo dei fedeli e dei praticanti, nelle sue realtà associative e nelle tante manifestazioni di volontariato, costituisce una realtà vasta, libera e diversificata. L’attenzione e la generosità di Emma verso le sofferenze degli umili, dei migranti, dei deboli, dei malati si traduce quotidianamente nel suo impegno politico, nelle aule parlamentari ma anche nelle carceri, nei luoghi dell’emarginazione e del disagio, ovunque si debba contrastare l’ingiustizia e difendere la dignità della persona.

E sono tante le campagne che in oltre trent’anni hanno visto radicali e cattolici uniti, e non schierati su opposte barricate.

 

Contro l’aborto clandestino

Al centro della polemica di questi giorni, come sempre, e specie dopo le dichiarazioni del presidente della Cei Bagnasco, c’è la questione dell’aborto, che peraltro non rientra nelle competenze regionali. Ma chi è davvero contro l’aborto? Antiabortista è chi vuole governare e ridurre un fenomeno che è impossibile cancellare o chi vuole tornare il flagello dell’aborto clandestino, delle mammane e dei cucchiai d’oro, unica e tragica alternativa alla legalizzazione? Un fenomeno ancora presente,  soprattutto tra le donne immigrate. E la legge 194 del 1978, conquistata a coronamento di una lunga battaglia radicale, ha drasticamente ridotto il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza. Rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all’aborto con 234.801 casi, il decremento è stato quasi del 50%. L’aborto clandestino è ancora presente, soprattutto tra le donne immigrate, ma la legge 194 lo ha sensibilmente ridotto.

 

La lotta alla fame del mondo

Ma non c’è solo l’aborto. Nella battaglia contro lo sterminio per fame nel mondo Emma Bonino ha avuto come interlocutore privilegiato il Papa Giovanni Paolo II. È il 1979 quando i radicali chiedono che l’Italia rispetti la risoluzione 2626 delle Nazioni Unite che impegna i governi a versare almeno lo 0,7 per cento del loro Prodotto Nazionale Lordo come aiuto pubblico allo sviluppo. L’iniziativa – che include una Marcia di Pasqua fino in Vaticano, a cui ne seguono molte altre – spinge le istituzioni a rispettare l’impegno che esse stesse avevano sottoscritto. La battaglia prosegue, nel 1981, con un “Manifesto-Appello” firmato da oltre cento premi Nobel. Cinque anni più tardi Emma Bonino, come segretaria di Food and Disarmament International, l’associazione nata dal Manifesto, presenterà a Giovanni Paolo II le iniziative per combattere la fame nel mondo. Il rapporto degli aiuti allo sviluppo rispetto al Prodotto interno lordo passa così dallo 0,08% del 1979, anno di inizio della campagna radicale, allo 0,40% del 1986.

 

Contro il reato di immigrazione clandestina

Tra i valori cristiani da tutelare, Bagnasco ha menzionato anche l’accoglienza degli immigrati. Un valore in netto contrasto con l’attuale legge italiana, voluta dal governo Berlusconi, che prevede addirittura il reato di immigrazione clandestina, e che Emma Bonino, in veste di vice presidente del Senato, ha duramente contrastato: “La sintesi di questo provvedimento altro non è che ‘immigrato uguale criminale’, il che vuol dire, oltretutto, condannare alla paralisi il nostro sistema carcerario già in ginocchio”. Nel 2009, in occasione del Ponte dell’Immacolata, Emma Bonino e i radicali hanno inoltre promosso una visita ispettiva di massa” nei centri per immigrati di tutta Italia, constatandone le condizioni allarmanti di degrado. Inoltre recentemente il movimento casertano degli immigrati si è rivolto ai Radicali, raccogliendo intorno al testo firmato da Emma Bonino – in cui si propone di estendere la regolarizzazione e l’emersione a tutte le categorie di lavoratori – ha raccolto una lunga lista di sottoscrizioni dell’opposizione ma anche della maggioranza.

 

Per i diritti dei rifugiati

Altro fronte dell’iniziativa di Emma Bonino che trova consonanze profonde con i valori cristiani e cattolici è quello della difesa dei diritti dei rifugiati. Nel 1995, appena insediata come Commissario europeo per gli aiuti umanitari, Emma Bonino vola nella ex Jugoslavia, denunciando l’impotenza dell’Europa e il disinteresse dell’ONU rispetto alla guerra nei Balcani e alla pulizia etnica. Solleva l’allarme circa il rischio - che si trasformerà in drammatica realtà - che le migliaia di rifugiati di Srebrenica vengano massacrati dalle truppe di Mladic. Ma la sua iniziativa si estende anche all’Africa, ai profughi ruandesi in Zaire, alla Somalia, al Sud Sudan, alla Sierra Leone.

 

Per la giustizia internazionale

Nel maggio del 1994 Emma Bonino fonda la Ong “Non c’è Pace senza Giustizia”, con l’obiettivo di favorire un sistema efficace di giustizia penale internazionale. Dopo la Conferenza diplomatica di Roma del 1998, “Non c’è Pace senza Giustizia” lancia la campagna “Ratification Now!” per ottenere nel periodo più breve possibile le 60 ratifiche necessarie per istituire la Corte Penale Internazionale: un tribunale per giudicare gli individui che siano riconosciuti responsabili di crimini di guerra, crimini contro l’umanità, genocidio. L’obiettivo è stato raggiunto nell’aprile 2002, rendendo la Corte una realtà effettiva dal 1 luglio dello stesso anno.

 

Contro la pena di morte

L’antica battaglia dei radicali per l’abolizione della pena di morte ha visto impegnata in prima linea Emma Bonino. Durante il periodo della sua segreteria, il Partito Radicale decide di creare un’organizzazione ad hoc la cui priorità sia quella di operare pressione sui governi affinché, entro il Duemila, si giunga alla soppressione della pena capitale: nasce così, nel dicembre 1993, la campagna internazionale Nessuno Tocchi Caino. Una battaglia che ottiene nel novembre del 2007 un risultato storico, quando le Nazioni Unite approvano la risoluzione che chiede ai 192 Stati di “adottare una moratoria delle esecuzioni in vista della loro abolizione definitiva”.

 

Per i diritti dei detenuti

Tra le opere buone i cattolici annoverano quella di “visitare i carcerati”. Si può dire che in Italia, da quarant’anni, i radicali siano gli unici ad averlo fatto sistematicamente. La situazione in cui versano le carceri è catastrofica, per il sovraffollamento, la mancata applicazione della misure alternative alla detenzione, le condizioni strutturali degli istituti di pena. I radicali hanno messo al centro della loro iniziativa l’emergenza carceraria – con iniziative come il Ferragosto in carcere del 2009 – e la loro voce in favore di un grande provvedimento di clemenza è risuonata insieme a quella di Giovanni Paolo II, trovando sordi molti politici cosiddetti cattolici.


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Commenti

Emma è lìanima critica di un certo mondo cattolico, i cattolici in passato e anche oggi appoggiano Emma!
@ Sauro: Il problema è che attualmente lo stato italiano è per molti versi ancora uno stato governato da una dittatura di pochi partiti che ben comprende l'utilità dei consensi dei cattolici "talebani", per questo continua a finanziare uno stato "estero" come quello vaticano. Spero possa fermarsi al più presto questa situazione inaccettabile. Forza Emma, siamo tutti con te!
La Chiesa Cattolica, con le due idee antiquate e bigotte, sta facendo rallentare il progresso del nostro paese. E poi, come se non bastasse, viene finanziata vergognosamente dallo Stato italiano. In un paese (in teoria) laico tutto questo è inaccettabile.