Elezioni 2011 a Milano »

Milano Radicalmente nuova

Milano Radicalmente nuova

Lavoro e politiche sociali

 

Le proposte qualificanti per valorizzare l’offerta di lavoro



La proposta radicale per rimettere in circolo l’energia dei cittadini e delle cittadine nel mercato del lavoro, nonché per sostenere le fasce svantaggiate della popolazione nella Regione Lazio, si basa sulla qualità dei servizi, su interventi mirati a combattere la povertà nelle fasce davvero svantaggiate della popolazione, sulla legalità per i lavoratori immigrati e sul rimettere in connessione mondo della formazione e mondo del lavoro. Si intende intervenire dunque sulla qualità dei servizi di ricollocamento delle persone in cerca di un lavoro, con una competizione virtuosa pubblica e privata dei centri dell’impiego e formazione professionale, attraverso nuovi sistemi di misurazione dell’efficacia ed efficienza dei servizi finanziati in toto o in parte con soldi pubblici. Vorremmo rendere più giusto e mirato l’utilizzo del fondo del Reddito Minimo garantito, cercando di soddisfare le domande di chi ha davvero bisogno di una mano, senza sostituirlo agli ammortizzatori sociali che sono di competenza nazionale. Con un risanamento del bilancio regionale sarà possibile anche ampliare la copertura del fondo, ma sempre valorizzando l’aspetto assistenziale di lotta alla povertà. Uno sforzo importante è dedicato ai tesori sommersi della regione: le donne, i giovani e gli immigrati. Per questo abbiamo previsto uno sforzo su servizi di cura e assistenza che liberino le donne e le famiglie dai problemi di conciliazione e condivisione che ad oggi obbliga il potenziale al femminile (con una occupazione femminile al di sotto della pur desolante media nazionale, nonostante le donne siano anche più qualificate degli uomini), nella Regione Lazio come altrove, ad essere le tappabuchi di un welfare che non c’è. Agli immigrati sono dedicati alcuni impegni nell’ambito della qualificazione professionale, della legalità e sicurezza sul posto di lavoro con maggiori controlli e possibilità di essere accolti e inseriti nella società grazie a servizi e strutture sociali più sviluppate e funzionanti. Per aiutare i giovani e le giovani occorre infine aumentare sia l’offerta che la domanda di figure professionali con alte specializzazioni per promuovere l’innovazione del sistema produttivo. Solo così la Regione Lazio potrà offrire occasioni, innovarsi e crescere e tornare ai livelli europei.
 
 Ottimizzare il fondo di Reddito Minimo Garantito per le fasce svantaggiate. L’istituto del Reddito minimo garantito della Regione Lazio, che sarà erogato a circa 10 mila disoccupati, inoccupati e precari, deve caratterizzarsi maggiormente come intervento assistenziale, non sostitutivo degli ammortizzatori sociali erogati dallo Stato, ed essere maggiormente vincolato alla condizione economica della famiglia per rilevare effettivamente lo stato di povertà relativa.
 Incrementare e migliorare i centri per l’impiego: rendendoli nuovo punto di riferimento per chi perde il lavoro ampliando gli sportelli a disposizione dei disoccupati coinvolgendo, attraverso l’istituto dell’accreditamento, anche altri soggetti pubblici e privati. E’ necessario anche elevare la qualità del servizi pubblici per il lavoro definendo i livelli essenziali delle prestazioni che devono essere erogate ai disoccupati e i meccanismi premiali per i centri che li raggiungono.
 Orientare maggiormente la formazione professionale alla creazione delle figure professionali richieste dalle imprese. Deve essere questa la componente “chiave” delle politiche attive del lavoro, lo strumento essenziale per rendere più occupabili e più competitivi i lavoratori. Per queste ragioni è necessario un approccio integrato delle politiche sul mercato del lavoro e sulla formazione professionale che devono essere gestite da un unico assessorato.
 aumentare sia l’offerta che la domanda di figure professionali con alte specializzazioni per promuovere l’innovazione del sistema produttivo. A questo fine occorre istituire nella Regione gli Istituti tecnici superiori per far fronte alle esigenze di tecnici altamente specializzati e rafforzare gli sportelli universitari per l’inserimento nel lavoro dei neolaureati, integrandoli in modo stabile e operativo nella rete dei servizi per il lavoro della Regione.
 Operazione legalità contro il lavoro nero e per l’integrazione degli immigrati intercettando tempestivamente i lavoratori immigrati che hanno perso il lavoro, attraverso il sistema informativo delle comunicazioni obbligatorie, per offrire loro servizi di ricollocamento, facilitati dalla disponibilità di incentivi nazionali e regionali per le imprese che assumono lavoratori disoccupati, con o senza ammortizzatori sociali

 


Integrare gli immigrati



L'Integrazione va a vantaggio di tutti, può essere un fattore di sviluppo sociale ed economico.
Le leggi ci sono ma vanno attuate. La legge regionale del Lazio approvata nel giugno 2008 conteneva delle novità importanti, come la creazione di tre nuovi istituti: la Consulta regionale per l’immigrazione, con funzioni di rappresentanza e proposta per l’adeguamento delle politiche regionali; le Assemblee provinciali di cittadini stranieri immigrati; l’Osservatorio regionale contro il razzismo e la discriminazione, ancora da costituire.
 


Proposte:

 Attuazione della legge regionale del Lazio approvata nel giugno 2008 Controllo ed informazione sui servizi e sui diritti acquisiti in base alla legislazione nazionale vigente. Sostegno alla formazione scolastica, professionale, universitaria, all’inserimento nel mondo del lavoro, anche in forma imprenditoriale. Introduzione di una anagrafe pubblica di tutti i nominati nelle consulte e negli osservatori per l'immigrazione.