Programma elettorale per il Lazio

Il programma elettorale della Lista Bonino Pannella

Scarica la versione integrale e stampabile (in PDF)

 

Con Emma ci impegniamo a

  • creare condizioni per un aumento del reddito netto delle famiglie e dei cittadini
  • far sì che lo sviluppo non accentui gli squilibri sociali
  • migliorare la qualità della vita, per un benessere “oltre il Pil”

Lo sviluppo di oggi non deve danneggiare le nuove generazioni: quindi, una crescita sostenibile, che non distrugga il capitale economico, ambientale, umano, sociale del territorio.
 

Programma Lista Bonino Pannella - Lazio e Roma

  • La città di Roma, croce e delizia del Lazio
  • Una questione di (ri)equilibrio

Programma Lista Bonino Pannella - sanità: superare l'emergenza

  • Una grande operazione verità
  • Il dramma della sanità negli istituti di pena
  • Dal corpo dei disabili al cuore della politica

  • La tutela delle aree naturali protette
  • Meno rifiuti: come ridurli, riusarli, riciclarli
  • Raccolta differenziata
  • Controlli, trasparenza e reati ambientali
  • No al nucleare, sì all'energia pulita

  • Per un’urbanistica europea
  • Edilizia: c’è molto da ricostruire
  • La grande opportunità del turismo
  • Agricoltura contro l'abbandono delle terre coltivate

  • Il sistema di trasporto regionale
  • Rete viaria

  • Diritto allo studio
  • La cultura: uno spazio di libertà e di condivisione

  • Le proposte qualificanti per valorizzare l'offerta di lavoro
  • Integrare gli immigrati

La Presidenza di Emma Bonino intende basare il governo della Regione sui tre principi di trasparenza, partecipazione e efficienza come fondamento di un nuovo rapporto con i cittadini.
La trasparenza promuove la responsabilità rendendo disponibili ai cittadini le informazioni su quello che l’amministrazione sta facendo.
La partecipazione consente ai cittadini di contribuire con idee e competenze in modo che l’amministrazione possa portare avanti le sue politiche con il beneficio delle informazioni che sono diffuse nella società.
La misurazione dei servizi, legata a meccanismi premiali e all’inclusione dei cittadini nella valutazione, produce decisioni e servizi migliori, un’amministrazione più efficiente e un contenimento della spesa pubblica.

Una campagna di verità senza promesse illusorie e senza demagogia

Il Lazio è una delle regioni italiane più dinamiche. Il reddito pro capite è superiore alla media nazionale. Negli ultimi quindici anni si è reso protagonista di un importante sviluppo nell'industria e nei servizi, nell'agricoltura e nel turismo, con punte di eccellenza nella ricerca e nell'innovazione.

La politica e l'istituzione regionali devono essere un fattore trainante nel governo di questo sviluppo, di difesa dalla crisi e di rilancio, non possono esserne un fattore di freno. Il Lazio può divenire una grande regione d'Europa, e deve, per continuare ad assolvere alla sua funzione di cerniera dell’unità d’Italia.

Perché questo non resti uno slogan e diventi un impegno politico, la Regione Lazio deve uscire definitivamente nell’arco della prossima legislatura dalla crisi finanziaria, strutturale, decisionale che tuttora lo attanaglia.

E’ necessaria perciò una campagna elettorale senza accuse reciproche, demagogia, promesse illusorie, che sappia invece confrontarsi con i problemi, proporne con coraggio le possibili soluzioni e parlare ai cittadini il linguaggio della verità e della responsabilità.

Un programma di governo, non un programma solo elettorale

Non partiamo da zero. Gli interventi dell’ultima legislatura hanno posto le premesse del risanamento finanziario di un indebitamento figlio di  una lunga sedimentazione storica, ma che aveva raggiunto livelli di incontrollabilità nel periodo del governo di centro-destra dal 2001 al 2005.

La strada tuttavia resta in salita. Il governo della Regione è appena uscito dal commissariamento della gestione dello smaltimento dei rifiuti ed è subito stato commissariato per la gestione del sistema sanitario regionale.

La sanità continua ad assorbire gran parte della spesa regionale, comprimendo fortemente gli investimenti attesi da altri settori di competenza della politica regionale, tanto più in un momento in cui bisogna mobilitare tutte le risorse per combattere la crisi economica e la disoccupazione.

Nell’arco dei cinque anni di legislatura occorre dunque riequilibrare gradatamente la spesa regionale avvicinando l’incidenza della sanità sulla spesa complessiva al livello della media delle altre regioni italiane.

La spesa sanitaria va riordinata in modo da superare lo squilibrio oggi esistente fra la costosissima spesa ospedaliera e la insufficienza di strutture socio-sanitarie territoriali: uno squilibrio che continua a produrre elevati disavanzi senza tradursi in vantaggi per la salute dei cittadini, sui quali gravano le più alte addizionali Irpef e Irap d’Italia e i costi di un disservizio come testimoniano la lunghezza delle liste d’attesa e, in mancanza di altre strutture, l’intasamento dei pronti soccorsi e l’affollamento delle corsie degli ospedali.

Legalità, trasparenza, progettualità: i tre criteri ispiratori della politica regionale

La politica deve fare un passo avanti nella capacità di governo dello sviluppo regionale e un passo indietro nella gestione amministrativa. Il Consiglio regionale deve tornare ad esercitare, se necessario anche attraverso modifiche statutarie e regolamentari, la pienezza dei suoi poteri legislativi, di indirizzo e di controllo, attraverso i quali deve esplicarsi anche la correttezza dei rapporti fra maggioranza e opposizione, facendo deperire ogni pratica di spartizione consociativa.

Sono necessari: piena trasparenza in ogni settore della attività regionale, riduzione dei costi della politica, anagrafe degli eletti e dei nominati, atti accessibili a tutti, regole e criteri nelle nomine dei dirigenti amministrativi e dei manager, basati sul merito e non sull’appartenenza o sulla protezione politica o corporativa, rispetto delle regole europee per le gare e gli appalti, monitoraggio delle attività e verifica triennale dei risultati conseguiti dai dirigenti affidata a una autorità indipendente.

Legalità, Trasparenza e Progettualità devono divenire in ogni campo i tre principi ispiratori della politica regionale.

Una riforma uninominale che restituisca ai cittadini la pienezza della scelta elettorale

Insieme ad una riforma che restituisca al consiglio regionale la pienezza dei poteri legislativi, di indirizzo e di controllo, è necessaria una riforma elettorale che restituisca ai cittadini la pienezza della scelta elettorale dei candidati. La Lista Bonino-Pannella ribadisce che il sistema dei collegi uninominali è l’unica scelta capace di salvaguardare il sistema maggioritario rafforzando al contempo il potere esecutivo e l’autonomia del potere legislativo e limitando i condizionamenti partitocratrici sugli istituti elettivi. Il sistema uninominale, come dimostra l’esperienza dei paesi anglosassoni, è inoltre l’unico che assicuri una piena rappresentanza dei territori e una selezione della classe dirigente aperta alla società civile, attenta alle capacità e ai meriti, non limitata com’è ora alla cooptazione degli apparati.